lunedì 12 ottobre 2009
AL MINISTRO DEL LAVORO
AL PRESIDENTE DELL’INPS ROMA
A SUA ECCELLENZA IL PREFETTO DI CATANIA
OGGETTO: PETIZIONE PER LA REGOLAMENTAZIONE DELLE COOPERATIVE SENZA TERRA.
Premesso che il mercato del lavoro è in continua fase di trasformazione e che l’offerta di manodopera nel settore agricolo, da più di un decennio, per via della diffusione delle cooperative senza terra, ha radicalmente cambiato le proprie modalità, soprattutto, per quanto concerne l’organizzazione;
considerato che, in parecchie circostanze la furbesca gestione delle cooperative senza terra, come evidenziano gli interventi della Magistratura, ha determinato truffe sia hai danni dell’INPS sia degli stessi braccianti agricoli onesti;
preso atto che non può essere l’impedimento dell’attivazione delle cooperative la soluzione in grado di risolvere il problema delle truffe ma, la loro regolamentazione;
preso atto dell’alto tasso di disoccupazione di ritorno provocato dal blocco alle cooperative senza terra, soprattutto in un territorio dove già gran parte delle imprese agricole e dei magazzini di trasformazione dei prodotti agricoli, hanno chiuso i battenti.
Tutto ciò premesso e considerato i sottoscritti dirigenti sindacali e braccianti agricoli chiedono alle Istituzioni in indirizzo di fare propria la proposta di regolamentazione delle cooperative senza terra elaborata dal Movimento Braccianti, dalla Cgil, Cisl,Cia, Uci, Confcoperative di Adrano e dai sindaci di Adrano e Biancavilla, che si allega alla presente petizione e che è già in possesso della Direzione dell’Inps di Roma e di Sua Eccellenza il Prefetto di Catania.
Catania Ottobre 2009 Il movimento
mercoledì 5 novembre 2008
Proposta di accordo tra cooperative e braccianti al fine di utilizzare serenamente lo strumento “cooperativa di prestazione di manodopera” nel settore agroalimentare.
Premessa la grave crisi economica e sociale che investe l’agricoltura siciliana in generale e quella della provincia di Catania in particolare, dove le difficoltà in cui versano l’agrumicoltura e l’ortofrutta, stanno determinando danni enormi oltre al comparto, anche all’ indotto e dunque, all’intera comunità;
Considerato che detta crisi, oltre alle piccole e medie imprese, colpisce in maniera massiccia migliaia di braccianti agricoli che nel corso degli anni hanno contribuito, con la forza delle loro braccia, in modo determinante allo sviluppo economico del nostro paese;
Preso atto che l’unico strumento che ancora consente a molti braccianti agricoli di trovare opportunità di lavoro sono le cooperative di prestazione di manodopera, nonostante la gestione di queste, da parte di alcuni soggetti senza scrupoli, abbia fatto registrare anche recentemente l’intervento della magistratura;
Atteso che alcune di questo tipo di cooperative si sono caratterizzate, anche con la compiacenza di titolari di magazzini di lavorazione dei prodotti, per elusione ed evasione fiscale e previdenziale, determinando grave nocumento alle casse dell’INPS e blocco indiscriminato dell’indennità di disoccupazione per i lavoratori;
Constatato che nonostante queste difficoltà, lo strumento “cooperative” se imbottito di garanzie per i braccianti e per l’INPS, può rappresentare l’unico mezzo, grazie all’uso della flessibilità ( consente di spostare manodopera da una ditta all’ altra), in grado di assicurare il mantenimento di migliaia di posti di lavoro per i braccianti agricoli;
I SINDACI, I RAPPRESENTANTI SINDACALI DEI LAVORATORI, DEI DATORI DI LAVORO E DELLE COOPERATIVE DEL TERRITORIO, PROPONGONO AL GOVERNO UNA SOLUZIONE CHE SI FA CARICO DELLE ESIGENZE DELL’ INPS, DELLE COOPERATIVE E DEI BRACCIANTI E’ PUO’ DARE CERTEZZA DEL DIRITTO IN TUTTE LE SUE SFACCETTATURE AL SETTORE AGROALIMENTARE.
Le cooperative devono assumere sulla base della tipologia di lavoro che eseguono di fatto. Se si propongono di svolgere raccolta di prodotti ortofrutticoli per conto terzi, i lavoratori che vi prestano manodopera, devono essere inquadrati dal punto di vista previdenziale, in qualità di braccianti agricoli e l’INPS deve iscriverli negli elenchi anagrafici della categoria medesima.
Al momento della iscrizione le cooperative di prestazione di manodopera si impegnano pena la cancellazione, oltre a fornire i documenti di rito, ad ottemperare ai versamenti dei contributi dei braccianti occupati entro 6 mesi. L’Inps, entro lo stesso periodo si impegna a chiedere alle cooperative il pagamento dei contributi, a rilasciare il DURC ed ad inserire le cooperative virtuose, dentro un elenco pubblico che sarà messo a disposizione degli imprenditori agricoli, dei commercianti e di chiunque abbia la necessità di usufruire di prestazioni di manodopera tramite conto terzi.
Le imprese agricole si affidano alle cooperative presenti nell’ “elenco delle cooperative virtuose”. Nel caso di non utilizzo di cooperative iscritte nell’elenco in questione, qualora dovessero risultare irregolarità e si dovesse determinare danni per l’erario e per i lavoratori, l’impresa utilizzatrice si assume in toto le responsabilità economiche.
Le cooperative di prestazione di manodopera non possono superare il volume di affari annuo di euro _______________. Superato questo tetto vengono automaticamente ad essere considerate cooperative____________________ ed ad assumere le prerogative di queste.
Le istituzioni di competenza (governo nazionale e regionale) si fanno carico di attivare un sistema di abbattimento contributivo per le cooperative virtuose del 40% in considerazione del fatto che il nostro territorio annualmente viene riconosciuto, per decreto, beneficiario dello stato di calamità ( per le gelate e le forti piogge o per la siccità e spesso per tutte due avversità atmosferiche) sul modello di quanto avviene nella regione Calabria.
Adrano Movimento Braccianti e Forestali
Maurizio Grosso